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Sturm und Drang a Castel Presina in Val d’Adige

Sturm è la nostra tempesta interiore. Sono le burrasche che viviamo ed attraversiamo. Il nostro triangolo delle Bermuda, dove la nostra barca può affondare. È un cielo grigio senza colore. È un mare piatto senza onda e noi con la nostra tavola sotto braccio, che aspettiamo, senza gioia dell’attesa, qualcosa che non è poi così importante che arrivi.

Drang è la vita, la nostra reazione alla tempesta. È la bussola di Jack che indica il nostro nord. L’ Anal na’trach di mago Merlino e il segreto della magia del fare. È quella forza interiore che ci spinge ad andare oltre alla tempesta per cercare di approdare al nostro Tir na nog. È la forza dei miei giovani atleti ad andare avanti ad allenarsi con o senza gare, verso un’idea che non è quella della vittoria o di un traguardo azzurro ma quella di non fermarsi, di esplorare e di scoprire sempre 1 cm oltre.

Castel Presina è tutto questo Sturm und Drang. È tempesta incessante di roccia, di sassi volanti, è tempesta di vie che ti fanno salire l’adrenalina quando la distanza dall’ultima protezione aumenta vertiginosamente, è tempesta quando la monotonia di ripetizioni e di gesti annebbiano la verità celandoti quello che hai semplicemente sotto gli occhi. È azione quando crei, costruisci, pulisci, modelli come se quella roccia fosse una coperta, l’unica che può difenderti dal freddo. È azione quando come una calamita ti richiama a sé da solo o in compagnia per trascorrere qualche ora insieme. È azione quando diventa per te un amico, il primo che ti aiuta, che ti accompagna, ti sta vicino e ti permette di uscire da un momento difficile, complesso, impensabile.

Poi tutto torna, l’azione diventa nuovamente la regola, la vita nuovamente un susseguirsi di conquiste, di avventure, di esplorazioni. Ma quanti dubbi quante perplessità. Il Drang mi ha sempre affascinato. Lì mi orientavo, lì volevo andare, lì mi sentivo al sicuro, al riparo dallo Sturm. Ma è nell equilibrio che troviamo la retta via. È nella tempesta che inizio finalmente a vedere e a cogliere quello che poi nel Drang mi si manifesta davanti. Quindi non solo assalto, ma anche tempesta, a Castel Presina. Buone esplorazioni a tutti.

STORIA DI UN INVERNO CHE HA IL SAPORE CALDO DELL’ESTATE

Invernale, estiva, primaverile o autunnale. Sono solo stagioni che si susseguono ciclicamente con il passare degli anni. Il tempo, una variabile in continua crescita, una presenza ambigua che fatico fino in fondo a gestire, domare, comprendere. 
Vorrei essere Momo, per sconfiggere gli uomini grigi, per cogliere sempre ogni istante ogni attimo, senza farmelo rubare. Ma è proprio quel sempre l’errore; l’ambizione di credere di controllare sempre il tempo. Ogni attimo, anche il più brutto, il più difficile ha un valore incredibile se riusciamo a cogliere e vedere il bello in ogni nostra esperienza e situazione. Ma è il tempo a giocare un ruolo fondamentale in questo e noi dobbiamo riuscire a comprenderlo e attenderlo come un re. 
La mia invernale è stata questa. Un’attesa di oltre un anno, in cui la stagione non aveva nessun valore, in cui l’unica cosa importante era tornare a fare ciò che per me è vitale: scalare in Montagna. E così è stato, un’avventura senza tempo e senza stagione, un cammino verso il fiume e il suo lento scorrere

MARMOLADA VIA ATTRAVERSO IL PESCE

18 Agosto 2014
La mia prima volta sul pesce.

E un altro sogno si realizza!!! La “Via attraverso il Pesce” sulla Regina, la parete delle pareti.
Incredibile, eccezionale, fantasmagorica…queste sono le parole che mi vengono alla mente per descrivere questa via. Una via che ha fatto la storia dell’alpinismo dolomitico che ancora oggi dopo anni conserva tutta la sua aurea di rispetto e che a mio avviso rientra tra i capolavori alpinistici di tutti i tempi.
Dopo una prima parte di arrampicata di VI che corre via abbastanza veloce, con una scalata mai faticosa e sempre ben proteggibile, la via dal dodicesimo tiro comincia ad essere impegnativa e a richiedere attenzione.

Il tiro di 7a tocca a me… le protezioni sono scarse e non affidabilissime, duro il traverso in placca verso sinistra a cui segue una fessura ostica e delicata.

Da adesso in avanti non si scherza più, l’arrampicata richiede ora concentrazione e tanto controllo emotivo per affrontare lunghi run-out lontano da protezioni tutt’altro che cementate.
Il tiro di 7b+ è incredibile, parto io da primo mi trovo dinanzi una successione incredibile di buchi che danno la direttiva della salita, fino ad arrivare al crux.

Mi alzo bene dall’ultima protezione ,un tricam incastrato con fil di ferro.
Sono li per provare la libera …basta un passo, solo uno.
Prendo il monodito di sinistro, ora devo alzare il piede destro in spalmo, tenere una pinzata rovescia… la testa va alla grande dai Lorenz… poi mi fermo, penso un attimo al fil di ferro del tricam…mai pensare! Ho perso il mio HIC et NUNC…
Decido allora di posizionare un cliff, staffa e sono fuori. Peccato.
Il successivo tiro di 7a da secondo lo libero alla grande.

Finalmente siamo nel “Ventre della balena”.
Il tiro che segue è esagerato, duro e ad alta tensione, fatto tutto in libera.
Tocca ora a Fra che si fa fuori, con passo su cliff, un bel tirone duro e continuo; forse il più duro della via.
Siamo quasi fuori manca ancora un tiro di 6b/c tutto da scalare… il Pesce ha abboccato.

Grazie ancora REGINA!

Via VIVI NASCOSTO – Soglio dei Ciclopi

Prealpi Venete  
Gruppo: Monte Baldo   
Cima: Brentino Belluno, Scoglio dei Ciclopi
Difficoltà: 8b/c (7c/AO)S3+

Sviluppo: 200m
Lunghezze: 8
Tempo salita: 4-5 h
Prima salita: Lorenzo d’Addario, Nicola Tondini 27/03/2018
Materiale: 7 rinvii, due corde da 60 m, cordini

Vivi nascosto, …”Andai nei boschi per vivere con saggezza, vivere in profondità e succhiare tutto il midollo della vita, per sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Volevo vivere fino in fondo e succhiare tutto il midollo della vita.” H.D. Thoreau… Il bosco di Thoreau è la Parigi di Baudelaire, il giardino di Epicuro, lo Scoglio dei Ciclopi di Lorenzo e Nicola. Per Epicuro Vivi Nascosto non allude alla necessità di vivere una vita solitaria, o di rompere i legami con la società civile, si tratta invece di ricercare la felicità non nella frenesia della Polis ma nella vita seconda natura ed in rapporti di amicizia sincera. Per Baudelaire l’arte nobile non è solo camminare lontano dal mondo, ma “godere della folla” riuscendo a “fare un bagno di moltitudine” riuscendo però a restare nello stesso tempo soli.
Per Thoreau il vivere nascosto è una forma di eremitaggio, una critica forte della società, una ricerca nella natura di una pace interiore. 
Vivi Nascosto per me è uno stato ideale di benessere e tranquillità a cui cerco di tendere. Non significa allontanarsi da impegni sociali ma ricreare il giardino Epicureo, un luogo ristretto dove instaurare rapporti forti con persone ed educare le nuove generazioni al rispetto degli altri  e della natura. 

 

Vivi Nascosto è non perdere mai la bussola di questo nord, talvolta più difficile da cercare e più faticoso da realizzare. Vivi Nascosto è combattere il disimpegno, la mancanza di gioire dalla fatica fine a se stessa come strumento di benessere e non di raggiungimento di un traguardo:
Vivi Nascosto è lo Scoglio dei Ciclopi, è la Val d’Adige è la magia di queste pareti che tanto mi hanno domato in questi anni, è la passione che ha fatto incontrare e legare due persone me e Nicola. 
Vivi Nascosto sono i Lupi, i ragazzi che alleno a cui dedico questa via, a loro e a tutti i giovani arrampicatori che vivono questa fantastica vita sfruttando lo strumento arrampicata per entrare sempre di più nelle viscere della conoscenza dell’io più profondo ricercando nella nostra breve esistenza la felicità e la tranquillità interiore.

Lorenzo d’Addario

 

Accesso generale: dall’uscita autostrada A22 Brennero-Modena, casello di Affi (VR), seguire le indicazioni verso nord per Brentino – Belluno V.se. Subito prima del paese Preabocco a sinistra dove la ciclabile attraversa la strada vi è una piccola area di sosta con tavoli e panche e parcheggio limitato.

Accesso:
si prende la mulattiera che entra nel bosco dietro l’area e poco dopo un sentiero si sale in direzione delle pareti e arrivati alla base delle rocce, allo Scoglio dei Ciclopi, si costeggia la parete verso nord per circa 250-300 metri, fino verso alla fine della parte strapiombante, 50 metri prima dell’attacco delle vie Sogno di Icaro, Via del Koala, Prigioniero del Sogno. 40 Minuti

Discesa: in doppia sulla via, poi per sentiero dell’andata alla macchina. Dalla base 30 minuti.

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